Per chi di noi (e non solo) utilizza il noto blog WordPress ha sicuramente visto il file wp-cron nella lista di quelli presente nella cartella radice. Vi siete mai chiesti a cosa serve?
wp-cron: chi sei? Proverò a spiegarvi brevemente lo scopo del file in questione. Ad ogni visita sul nostro sito viene scatenato questo file ed ha il compito di svolgere le azioni “cron” interne al nostro sito. In sito con pochi accessi giornalieri il problema non si pone, ma se il sito riceve molti accessi (e magari contemporaneamente) le risorse del server possono essere messe a dura prova.
JsonIgnore sarà l’attributo protagonista di questo breve articolo. Grazie ad esso sarà possibile applicare la pratica di Ignore su alcune proprietà durante la fase di SerializeObject col componente Newtonsoft.Json. Era da diverso tempo che non lo utilizzavo, ma proprio questa settimana -per un progetto che vi racconterò in seguito- sono stato costretto ad usarlo.
Newtonsoft.Json: Come installarlo Per prima cosa -se non lo avete già fatto- dovete installare Newtonsoft.Json all’interno del vostro progetto e per farlo vi basterà lanciare il seguente comando dal Package Manager
Cache Visual Studio: cancellarla o non cancellarla? Era da parecchio tempo che non effettuavo questa procedura, ma proprio questa mattina ho dovuto metterla in atto per via di un comportamento anomalo durante lo sviluppo. Avevo provato diverse soluzioni, ma senza ottenere risultati. Oggi, grazie a questa semplice operazione il tutto è tornato a funzionale.
ATTENZIONE: Applicare la seguente procedura è a proprio rischio e pericolo. NON si garantisce l’esito positivo dell’operazione e nemmeno il non presentarsi di effetti collaterali.
L’utilizzo del metodo TableQuery.CombineFilters è veramente comodo quando si utilizza un “Azure Table Storage” per le nostre applicazioni. La scorsa settimana ho dovuto fare un code refactoring massiccio nel codice sorgente di un mio cliente. Tra le modifiche da fare vi era quella di applicare una serie di filtri alle query quando in precedenza era solamente uno.
Per farlo ho utilizzato proprio il TableQuery.CombineFilters ed ho deciso di mettere a disposizione la classe (o meglio parte della) da me creata per l’occasione in questo HowTo.
Sono passati pochissimi giorni dall’uscita di WordPress 5.X e dal mio punto di vista il trauma maggiore è stato il nuovo editor testuale chiamato Gutenberg. Al primo articolo da scrivere dopo l’aggiornamento la mia reazione è stata quella di domandarmi: ed ora? La risposta è stata immediata: scopriamo come disattivarlo!
Per correttezza segnalo che era già possibile installarlo come Plugin WordPress nella versione precedente. Messa da una mia cliente e mi ha fatto notare che non era propriamente semplice ed immediato come il precedente editor.
Ho evitato l’uso dei dynamic per anni, ma poi alla fine ho ceduto alla tentazione durante le operazioni di inserimento massivo di dati su Azure (=vedi Azure Table Storage: inserimento massivo di dati ) e pensandoci bene sono davvero comode se pur pericolose.
Perché non compila? Ricordate quando la scorsa settimana vi ho raccontato come migrare un progetto a .NET Standard? (=vedi Da .NET Core 2.0 a .NET Standard 2.0 in poche mosse ) Purtroppo non tutto esce gratis e qualche intoppo l’ho avuto.